Ti sei mai chiesto che strada deve fare la tua posta elettronica prima di arrivare a destinazione? Se te lo sei chiesto, hai fatto bene, perché il percorso di una email, dal mittente al destinatario, può essere lungo e impervio, fatto di ostacoli e controlli severi.

Qualche tempo fa Google, attraverso il progetto Green, ha pubblicato un video semplice, ma molto chiaro, sulla strada che una email percorre dal click sul pulsante “Invia”, alla cartella posta in arrivo del destinatario.

Le tappe lungo il tragitto di una email

Vediamo assieme quali sono i passaggi che una email deve affrontare per soddisfare le nostre esigenze di comunicazione. Usufruendo dell’ottimo schema di Email Marketing Blog, riassumiamo brevemente alcuni punti essenziali:

Filtri in spedizione > Quando si spedisce una email, il provider verifica:

  • il mittente;
  • quanti messaggi sono stati inviati precedentemente;
  • il contenuto dell’email;
  • i destinatari

Dopo questi controlli iniziali, il provider è già in grado di bloccare la email senza recapitarla. Di seguito una rassegna cronologica delle più comuni tappe di filtraggio per la posta elettronica.

Nolisting > Dopo i controlli di cui sopra, il mail server prova a consegnare l’email al mail server destinatario. Durante questo processo il server potrebbe incontrare l’ostacolo dei filtri antispam. Nolisting è uno di questi dove il dominio del destinatario dichiara come suo mail server principale un server inesistente, autorizzando solamente il secondario come suo reale server ricevente.

Blacklisting > Superati gli ostacoli antispam nolisting, l’email viene ricevuta correttamente dal mail server giusto, il messaggio si troverà ad affrontare controlli vari, come il controllo dell’IP del mittente in eventuali blacklist. Se vuoi maggiori informazioni, leggi il nostro articolo su come funzionano le blacklist.

Reputazione > Dopo il controllo dell’IP, la connessione viene accettata e ha la possibilità di farsi identificare sulla validità del dominio del mittente, sulla sua reputazione di tale dominio ed eventualmente. Il mail server può decidere se chiudere la connessione oppure dichiararla affidabile.

Greylisting > Superata la verifica del mittente viene fornito al server l’indirizzo email del destinatario. In questa fase il ricevente verifica l’esistenza della casella e nel caso non esistesse, penalizza la reputazione del mittente. Se invece la casella esiste potrebbe scattare un altro filtro antispam, chiamato “Greylisting”, che consiste nel rifiutare il primo tentativo di invio di una email da uno specifico mittente ad uno specifico destinatario. Questa soluzione spesso funziona con successo perché gli spammer non si preoccupano di gestire i secondi tentativi di invio nel caso il primo non funzionasse.

Filtri su contenuto > Quando il mail server del mittente si accorge di aver fallito la consegna per colpa di uno dei filtri antispam (nolisting o greylisting), tenterà nuovamente di inviare il messaggio. Questo secondo tentativo “impara” dal precedente fallimento, in modo da aumentare il successo di consegna. Alcuni filtri effettuano un controllo antispam sul contenuto (reputazione dei link, verifica DKIM, parole chiave) appena lo ricevono e potrebbero quindi terminare la connessione rifiutando il messaggio istantaneamente. Altri, invece, dopo averlo classificato come spam, decidono di rispondere con un messaggio: “OK! Ho ricevuto il tuo spam, il messaggio verrà cestinato”, confermando quindi la mancata consegna dell’email.

Bounce > Esistono altri filtri antispam (es. filtro Bayesiano) che verificano e classificano ulteriormente l’email e che possono sempre decidere di rifiutarla. Non potendo più comunicare in tempo reale l’avvenuta classificazione, creano un nuovo messaggio (bounce) da recapitare al mittente nel quale gli verrà detto che la mail è stata bloccata.

Messaggio sospetto > Se i filtri applicati fino ad ora hanno lasciato passare il messaggio, allora l’email verrà consegnata nella casella del destinatario. Qui però potrebbe essere comunque classificato come sospetto e quindi marcato come potenziale spam (mettendolo nella casella SPAM o modificando l’oggetto per indicare che è SPAM).

Filtri “locali” > Non è ancora finita, perché nel caso in cui la posta venga letta con un client di posta tramite IMAP o POP3 (es. Microsoft Outlook, Mozilla Thunderbird), potrebbe esserci un ulteriore filtro attivo in locale che opera una verifica antispam in fase di scaricamento del messaggio sul computer.

percorso-di-consegna-di-una-email

Come hai potuto vedere, il viaggio di una email è davvero costellato di pericoli prima di essere recapitato. Indubbiamente utilizzare un mail server di qualità riduce notevolmente le problematiche, facilitando la consegna il più delle volte.

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